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L'Invitta — Fiano Mediterraneo

L'invincibile. Bella come la luna e terribile come un esercito con le bandiere.

scorri
L'Invitta, la guerriera invincibile — emblema dell'etichetta

Un bianco che, nella migliore tradizione dei rossi più amati, non fa prigionieri: conquista d'imperio i sensi e attraverso questi raggiunge la carne e lo spirito.

Morigerati
Bottiglia di L'Invitta, Fiano Mediterraneo

Puro frutto del Fiano
e della terra cilentana

Pensato come un borgognone pre-America: senza inutili dolcezze, nani e ballerine. È così, preciso così, senza fronzoli.

Fiano in purezza — il vinum Apianum degli antichi, il vino delle api, rinato in quota. Uva gialla matura ma freschissima, raccolta a mano a fine settembre; pressata intera, senza aggiunte, fermenta in acciaio e in vecchie botti panciute da 500 litri. Qui finisce lo zucchero, svolge in parte il malico e riposa sulle fecce per sedici mesi.

Nella sua essenza bianca, come una scarica di elettricità, incede nervoso: colpisce veloce e si ricompone prima che il movimento sia percepito. Abbiamo coscienza del suo dinamismo solo perché le parti stimolate vibrano e risuonano senza tempo.

Vitigno
Fiano in purezza
Stile
Bianco di montagna
Alcol
13,5% vol
Anima
Naturale, sapida, minerale

Una terrazza sul Mediterraneo,
a 800 metri

Nell'estate del 2007, allontanandosi sempre più dalle terre conosciute, Bruno De Conciliis giunse in prossimità della cima del monte Pannello, nelle terre di Morigerati. Un angolo di paradiso: terreno vergine di scisto e arenaria, carbonati affiorati per dilavamento, mai contaminato da veleni.

Qui l'alta Cilento si fa montagna e bosco di leccio e pino, ma il mare resta vicino: dal Mediterraneo salgono il sale, i venti e gli umori delle genti che lo popolano. La peculiarità del suolo — quarzo-areniti, argille marnose, brecciole calcaree — genera mineralità ed eleganza; il calcare della montagna brilla nel vino.

Tutt'intorno, le meraviglie del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che custodisce tre riconoscimenti UNESCO: Patrimonio dell'Umanità, Riserva della Biosfera e Geoparco Mondiale. Ai piedi del paese, nell'Oasi WWF delle Grotte del Bussento, il fiume carsico sprofonda e rinasce limpidissimo da una grotta, dove cacciano ancora le lontre. Poco distante, a Casaletto Spartano, le cascate dei Capelli di Venere. È la terra della Magna Grecia, di Elea-Velia e di Paestum.

800 mAltitudine massima
100%Fiano in purezza
4Vigne, piccoli cru
~3.000Bottiglie l'anno

Quattro parcelle, quattro caratteri

Quasi tre ettari sopra quota 700, strappati al bosco. Ogni vigna ha il suo suolo, la sua luce, la sua voce nel vino.

i.

Vigna Serena

Circa 1,5 ettari sul limitare della strada verso i Capelli di Venere. Suolo sabbioso e scisto biondo, esposti sul Mediterraneo a raccogliere venti e umori. Dal mare, il sale; dal suolo, mineralità ed eleganza.

Sabbia · scisto biondo
ii.

Vigna Nuova

Un ettaro in due parcelle, sopra quota 750, circondato da leccine e pini. Sabbia e argilla si mescolano agli scisti. Protetta dai venti: il bosco genera frescura e salti termici che esaltano gli aromi.

Argilla · riparo del bosco
iii.

Vigna Nuova Alta

Un anello di un ettaro intorno a un grande masso di calcare, in una radura che contiene ma non chiude. Lo scisto si mescola al calcare della montagna, che brilla nel vino; l'argilla dà consistenza e profondità.

Calcare · profondità
iv.

Vigna Segreta

L'ultimo impianto, seimila metri: la più alta, segreta, terra rubata ad alberi altissimi. Il calcare domina e mitiga, la terra resta fresca anche nelle annate torride. Fresco, potente, elegante il risultato nel vino.

La più alta · fresca

Una sfida, e un manipolo di coraggiosi

Un progetto ideato e guidato da Bruno De Conciliis — il vignaiolo cilentano di Donnaluna e Antece — insieme a un gruppo di soci che hanno messo in gioco terra, creatività e capitali. Sapendo che non avrebbero prodotto altro denaro, ma solo la bellezza del gesto.

2007

La scoperta del monte

Un'ora e mezza di macchina da casa. Folle pensare di piantare una vigna quaggiù — ma questa terrazza sul Mediterraneo a 800 metri, con due o tre potenziali gran cru in poche centinaia di metri, conquista appena ci si avvicina alla terra per guardarle dentro.

2010 — 2012

Si prepara la terra

Si comincia distribuendo il preparato 500 alla terra aperta, poi le giovani piante allevate in biodinamica. Si continua fino a coprire quasi tre ettari. Si è unita una pattuglia di uomini consapevoli della difficoltà della sfida — amici di sempre e altri aggiunti per strada.

2013

La grandinata

In giugno una grandinata violentissima distrugge tutto il verde e i rami di un anno, lasciando ferite ancora evidenti tre anni dopo. Una ferita che segnò profondamente anche gli uomini. Si decise di coprire con reti antigrandine.

2016

Nasce L'Invitta

Si raccoglie uva bellissima a fine settembre, gialla e matura ma freschissima, sapida e minerale. La siccità e i cinghiali consumano la vendemmia successiva: per questo il nome si manifesta — L'Invitta, l'invincibile.

Pulito, naturale, vivo. E rock.

Rispetto della natura, delle prossime generazioni, della cultura, del consumatore, della differenza come valore primario. Creatività che trasforma i problemi in soluzioni e lascia ai posteri un'eredità viva.

Naturale

Lavorare pulito, senza biotecnologia e senza scorciatoie. Un bianco del Mediterraneo che resta onesto ed espressivo, nel rispetto del vitigno e della cultura cilentana.

Vivo

Biodinamica dalla nascita delle piante: il preparato 500, la terra mai avvelenata, la raccolta a mano. Salire oltre i 700 metri per cercare la freschezza che il vino chiedeva.

Rock

Amiamo l'energia nel vino e nella musica: è la manifestazione più riconoscibile della vita. Non Bach o Mozart — quando zio Jimi attacca Little Wing è un'altra musica. E un altro vino.

«Il possesso non appartiene al vignaiolo: il vino è un bene da condividere, trova il suo senso nella condivisione. È liquido, fatto per circolare, fluire nel mondo per dare piacere e raccontare la terra che lo ha generato.»
Bruno De Conciliis

L'Invitta 2021

Fiano · IGP Paestum. Una produzione minuscola e artigianale, pensata per attraversare gli oceani e i lustri.

Pressata intera senza aggiunte, fermentata in acciaio, affinata sulle fecce e leggermente solfitata solo per aiutarla a viaggiare. Poi chiusa in bottiglia, ad aspettare.

Richiedi disponibilità
Vitigno
Fiano in purezza
Anno di impianto
2011 — 2012
Altitudine vigneto
600 — 700 m s.l.m.
Coltivazione
Metodo biologico e biodinamico, raccolta manuale
Vendemmia
10 settembre 2021
Affinamento
Acciaio e 15% barrique esausta · malolattica parziale
Alcol
13,5% vol
Suolo
Quarzo-areniti numidiche, argille marnose, brecciole calcaree
Produzione
ca. 3.000 bottiglie
Vino e inizi la danza

Il vino è un gioco, un gioco serio, un gioco gioioso. È eroico, è erotico. È mare da solcare cercando se stessi, è la strada e la meta, è silenzio assordante, è entropia. Nasce dalla terra profonda, da uomini ad essa legati da un cordone mai reciso.

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Per ordini, allocazioni, degustazioni o per raccontarti dove trovare L'Invitta. Rispondiamo a chi ama il vino vero.

AziendaMorigerati S.r.l.
DoveMorigerati (SA) · Cilento, Campania
Instagram@linvitta

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